Cantata con VV.ni: 4 Pur nel sonno al men tal ora De : D. Domenico Scarlatti
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Pur nel sonno almen talora
Vien colei, che m’innamora,
Le mie pene a consolar.
Rendi amor, se giusto sei,
Più veraci i sogni miei,
O non farmi risvegliar.
Pria dell’aurora, o Fille,
Io sognando ti viddi, e così fido
Ti dipinse il pensiero,
Che il sogno allor non invidiava il vero.
Solo nel rimirarti
Pietosa qual non ti viddi mai,
Di vaneggiar sognando io dubbitai.
Oh che amorosi accenti,
Oh che teneri sguardi intesi e vidi!
Se tu mirar potessi
Quanto son mai più belle
Vestite di pietà le tue pupille,
Mai più crudel non mi saresti, o Fille.
Io non so dir che dissi,
So che sul vivo [??]
Della tenera mano un bacio impressi;
Tu d’un dolce rossor tingesti il volto.
Quando improviso ascolto
D’un cespoglio vicin mover le frondi,
Mi volgo, e mezzo ascoso,
Veggo il rival Fileno,
Che d’invido veleno
Livido il viso i forti miei rimira.
Timor, vergogna ed ira
Mi assalir, mi destaro in un momento,
E fu breve anche in sogno il mio contento.
Partì con l’ombra, è ver,
L’inganno et il piacer,
Ma la mia fiamma, oh dio!
Idolo del cor mio,
Con l’ombra non partì.
Se mai per un momento
Sognando io son felice,
Più cresce il mio tormento
Quando ritorna il dì.
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Musica manoscritta
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