Di costante pensier matura legge
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Attribuzione a Mancini nella prima pagina in alto a destra: "Mancini". Secondo Wright (cfr. bibliografia) la cantata si può datare tra le prime opere di Mancini, c. 1695-1705.
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Poetical text transcription
Di costante pensier, matura legge
Scritta mi havea nel core
Per non seguir più amore.
Ma volgendo le luci
A due luci d’un sole,
Ad un sol che più splende
Nel ciel della beltà,
Mi scordai del passato.
Ed il presente sol languir mi fa
Parvero a me di ferro
L’antiche mie catene
Oggi mi sembran d’oro,
Abborrivo le pene, oggi l’adoro.
Sento ben ch’intorno al core
Nuovi dardi va scoccando
Quel crudel che mi piagò,
E mi par che sospirando
Con un crin che mi legò
Io già presi col pensiero
Il potere dir di no.
Mi ricordo ch’un tempo
Spesse volte giurai, ma che giurai?
Giurai di non amar quando odiai.
Or che amore m’induce
A rimirare, oh dio, tanta vaghezza
Delito è non amar simil belleza.
Mi rendo, amor,
Ma del mio ben
La face prendi.
S’è bello e caro e piace
Mi torni amor nel sen.
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Musica manoscritta
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