Begl’ Occhi Elpino Innamorato Cantata à Voce Sola con Violini Del Sig.r Antonio Caldara
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Description
Watermark
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Poetical text transcription
Elpino innamorato
Guardava un dì la sua diletta Eurilla
E la bruna pupilla
Gli raddoppiava il sen l’incendio usato;
Onde rivolto a quelle
Lucidissime stelle
Con ciglia immote in quel bel lume affisse,
Scosse la tema irressoluta e disse:
Vi par, che sia poco,
Begl’occhi, che ardete,
Ch’io treschi col foco,
Ch’intorno spargete?
Quel raggio, ch’adoro,
Mi sfida al cimento,
È vero, ch’io moro,
Ch’io moro contento.
Voi sete, ò luci belle,
Del ciel d’Amor le stelle,
Mà se fisse non sete,
Forz’è, che siate erranti ò pur comete.
Da vostri influssi il mio destin dipende,
Sempre v’os[s]erva il cor, ne mai v’intende.
Cimento ardito il ciglio,
Begl’occhi, a quel splendor,
Ma poi?
Ma poi d’un fiero ardor
La pena io provo.
Conosco il mio periglio,
Ma poi?
Ma poi nel mio dolor
La pace io trovo.
[2.a]
Ardisce il guardo mio
Quel lume vagheggiar,
Ma voi?
ma voi col balenar
Gl’occhi abbagliate.
Pur fido esser vogl’io,
Ma voi?
Ma voi del mio penar
Nulla curate.
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Musica manoscritta
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