Dal dolor semivivo del sig. Abb.e Fagilla
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Poetical text transcription
Dal dolor semivivo
Leandro il pastorello
Nella riva del mare
Versava di dolor lagrime amare.
E per mostrar ch’i sassi son men duri
Di quel core ingrato
Del suo idolo amato
Palesando a quei scogli i suoi tormenti
Proruppe in tali accenti:
Care sponde sponde amate
Cess’in voi quel mormorio
Se cagion del dolor mio
Esser causa non bramate.
Se leggieri e sì mobili qual voi
Sono della mia donna i pensier suoi.
S’al dolore ch’io sento
Vi mostrate pietose
Non sarete ritrose
In dar pace al tormento
E raffrenando moti sì possenti.
Saran meno agitat’i miei tormenti.
Questa da voi apprese
Essere fugace ogn’hora
Vedendovi cortese
Non bramerà ch’io mora
Né alla mia vita altro di ben l’avanza
Sol ch’in voi ritrovar la sua speranza.
Ma lasso, a chi ragiono
A quest’ond’insensate
Sì sì che ben pazzo io sono
Se per non ritrovar pace a cordogli
Scongiuro l’acque e persuado i scogli.
Sarò dunque in eterno
Tormentat’a tutt’hore
E in sì crudele inferno
Vivrà sempre il mo core
E senza mai morire in sì ria sorte
Ogni momento havrò perpetua morte.
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Musica manoscritta
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