Musica del C. Cesarini Parole dell’Emo Pamphilj
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Tit. dall’intitolazione a c. 79r; c. 88v vuota; la cantata è costituita da 2 fascicoli di 4 c. più un bifoglio, numerati da mano coeva (in alto a sinistra a c. 83r è scritto "2", a c. 87r "3"); cartulazione coeva: 77-86
Analytical description
Poetical text transcription
Fetonte, e non ti basta
Esser figlio del sol, se ancor non provi
Che sei figlio del sol col tuo periglio?
E d’un funesto dono
Vorrai ch’io sia l’autore?
Conosci al mio timore
Conosci ch’io son padre e che sei figlio.
Suole il padre con saggio consiglio
Dare al figlio
La corona che stanco posò.
Sono padre, sei figlio, ma il sole
Vita e luce di quest’ampia mole,
L’aureo serto posar mai non può.
Tu giovinetto in su l’april degl’anni
Vedi il ben che t’appare e non gl’affanni,
E in quegli eterni chiostri
Vagheggi l’oro e non distingui i mostri.
Difficile è del ciel la bella cura,
Un sol raggio misura
I brevi e lunghi giorni,
Le chiare e oscure notti.
E vuol gran legge al fren de miei destrieri
Contrario moto e tortuosa via
Non è la pena mia
Invidia o gelosia, temo il tuo danno,
Siegui il consiglio mio, lascia l’inganno!
Se per l’onda d’Acheronte
Io giurai, hor tu fai
Temerario il giuramento.
Lascia pur nella mia fronte
Questi rai se orneranno
Le tue chiome
Diverrai favola e nome,
Con tuo schermo e mio tormento.
Dissi il sol ma Fetonte,
Fermo nel suo desio piegò al fine
Del padre il core amante,
Padre, più che regnante.
Fa l’amore un lieve danno,
Se l’inganno
In pensier privato sta.
Quando cade in reggia sorte
È la morte
Dell’altrui felicità.
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Type
Musica manoscritta
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