Cantata Del Vivaldi N. 2.
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Il copista della musica è lo Scriba 4 (probabilmente Giovanni Battista Vivaldi), il testo poetico è autografo. L’indicazione "N. 2." a pagina 72 si riferisce all’Inventarium rerum musicalium variorum authorium ecclesiae serventium quas possidet Joannes Dismas Zelenka.
Analytical description
Poetical text transcription
Era la notte quando i suoi splendori
Spargea Latona tra i notturni orrori.
Tra que’ amici silenzi
Tirsi ramingo, e solo
Sospinto dal suo duolo
Il piede approssimando
Dove stava il suo bene e colà giunto
Immobile mirando quelle mura,
Che racchiudean l’amato suo tesoro,
Colmo il cor di martoro,
Tenendo ver di quelle
Le mste luci fisse
Con sospiri interrotti così disse:
Duri marmi ch’il mio bene
In voi stessi custodite
Deh mi dite
Se vi regna in lei pietà.
E per dar più crude pene
All’afflitta anima mia
Di voi sia
Dura più sua crudeltà.
Duri marmi ch’il mio bene...
Sfogando in questa guisa
L’amoroso cordoglio,
Ch’il core gli struggeva
Senza poter veder la sua adorata
Sconsolato partissi
Doppo lunga dimora,
Perché sorgea l’aurora.
Partì, ma con speranza
Di veder quell’oggetto
per cui stava in tormenti,
E partendo proruppe in questi accenti:
Se non potei mirar
Le luci del mio sol
Diteli voi per me che fido l’amo.
Nel vostro favellar
Udirà il mio gran duol
E il piacere di sua fé che tanta bramo.
Se non potei mirar...
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Type
Musica manoscritta
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