Cantata Del Sig.r D. Ant.o Vivaldi N. 1.
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
Il copista è lo Scriba 14, alcune revisioni sono autografe. L’indicazione "N. 1." a pagina 64 si riferisce all’Inventarium rerum musicalium variorum authorium ecclesiae serventium quas possidet Joannes Dismas Zelenka.
Analytical description
Poetical text transcription
Geme l’onda che parte dal fonte,
Langue il fiore che il sole non vede
E in la valle nel prato, e sul monte
Sempre in pianto ora parte, ora ride
Usignuol che l’amante perdé.
Ma non geme, non langue, né piange
Quell’augello, quel fior e quell’onda
Come il cor che nel petto si frange,
Come l’onda cui duolo circonda,
Caro Tirsi lontana da te.
Geme l’onda che parte dal fonte...
Ah ch’un’immensa doglia
Tutta mi strugge in pianto e non so come
Questa, ch’in te sol vive
Alma d’amor ferita
Lunge dagl’occhi tuoi rimanga in vita.
So ben, che se la speme
Di ritornar a vagheggiarti ancora
Non temprasse un dolor così inumano,
Ciò che fece il duol faria la mano,
Che men fiero sarebbe, e rio martire
Una volta morir che ogn’or languire.
Deh non partir sì presto
Conforto del mio cor,
Ristoro al mio penar, cara speranza.
Serbami al mio diletto
In onta a quel dolor
Che tenta d’atterrar la mia costanza.
Deh non partir sì presto...
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Type
Musica manoscritta
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