In solitarie Arene Cataldo Amodei
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In corrispondenza del verso "Lo strale di Cupido a questo seno" è posta l’indicazione "Recit."
Analytical description
Poetical text transcription
In solitarie arene
Lidio gentile amante,
Lontano dal suo bene
Per compagni del core
Sempre vicini avea pianto, e dolore.
Ma nell’amar costante
Da un ritratto di Filli
Immerso nel martoro
Mendicava co’ sguardi il suo tesoro;
E all’armonia d’efimeri contenti
Accordò del suo core i mesti accenti.
Tu che sei vera sembianza
Di colei che bramo (oh Dio)
Non hai forza al petto mio
Darle gioie in lontananza.
Vivi sono i tuoi colori;
Ma son morti i miei contenti;
Sei di gelo a’ miei tormenti,
E pur spargi all’alma ardori.
Ti credo per vero,
Ti guardo, t’ammiro;
Ma solo martiro
Riceva il pensiero.
Ti credo per vero,
Ti guardo, t’ammiro.
Che far dunque poss’io, ditemi o Numi?
Un Sol vagheggio, e godo solo i lumi.
Voi specie vermiglie
Di gioie adorate,
Flagelli del Core,
D’amore figure,
All’alma, che pena
Dipinte portate
In vari colori
Disgratie, e venture.
Parmi aver quel che non ho
Stringo un Sol che Sol non è.
Né so dir se pace avrò,
Se confusa è la mia fè.
Lo strale di Cupido a questo seno
Par che porti dolcezze ed è veleno.
In carcere d’argento
Chiuse Lidio l’imago, e in un momento
Per dolor sempiterno
Vidde un ciel che sparì, provò l’inferno.
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