Pietà signore a le tue piante humile Parole del Illustrissimo Sig. Gregorio Casali
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Pietà Signore a le tue piante umile
Ecco il laccio servile
Quella Tracia che altera
Stinse e allentò
Di mille Imperi il freno,
Quella son io che in bellicosa schiera
Esposi audace a mille acciari il seno
Or dal tuo braccio debellata e vinta
Anzi che vincitrice io piango avvinta.
Perdono o Cesare
Sospendi i fulmi
Ch’ormai si cangiano
Miei vanti e fremiti
In duolo e in gemiti.
Piangono li rubelli Ongari regni
Non li tuoi giusti sdegni,
Ma qual vindice telo
Ch’a danni loro han provocato in cielo
Piangono nonché assisa
La tua prole real mirin sul trono
Ma piangon per desio del tuo perdono.
Piangono ma che dissi? Ah già respira
Per tua pietate la Pannonia ed io
Viè più che il suo dolor deploro il mio.
Pace pace a questo core
Esulti il trace, gridi ogn’antro
Pace pace
Ah, pietà del mio dolore.
Dona Cesare invitto a noi salute
Ch’è il vincer lode e il perdonar virtute.
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