Di Rosanna
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Poetical text transcription
In questo giorno e in questa
Solitaria foresta,
Viddi la prima volta i dolci lumi
Onde avvien che di doglia io mi consumi.
Questa è la pura fonte
Che a chiarissimi rai specchio facea
E quivi raccogliea
La vezzosetta Clori
Per formarne corona al biondo crin
Vaghi odorosi fiori.
Cor lasso, altro non veggio
Che la foresta, e il fonte,
Ma la candida fronte,
Ma la guancia vermiglia
E le serene luci più non veggio,
Né risuonar intorno
Sento che il mio dolore e’l pianto mio.
Quel chiaro e lento rio
Fa specchio al pianto mio,
E l’aura che s’aggira
Sì movea miei sospir.
Né spera il mesto core
Conforto al suo dolore
Se Clori non ritorna,
Cagion de’ miei martir.
Alla mia dura pena
Par che si spezzi il sasso
E dove volgo il passo
Langue il fior per pietade e al mio dolore
S’attristano le piante e l’erba more.
Cerco l’ombra e l’orrore
De’ solitari boschi e delle valli
Ch’anco il raggio del sole
Mi sembra oscuro e mesto
Il giorno più chiaro, atro e funesto.
E’ questo, dunque, il premio di mia fede?
Dove poss’io mercede
Trovar delle mie pene
Se Clori ch’è partita a me non viene?
Allo sparir del sole
Languido il fior sen’more,
Che perde la sua vita in mezzo al prato.
Ed io non ho più speme
Di radolcir [sic] mie pene
Perché da me fuggito è’l volto amato?
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Musica manoscritta
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