Sfortunati sospiri di Tirsi Cantata Del Sig.r Giuseppe Saratelli
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Cadea Febo a l’occaso e messagiere
Della vicina notte
Sorgean le stelle in ciel più lominose,
Facendo al morto di tomba di rose.
Quando Tirsi gentile
Di Cloride tiranna,
Tutto acceso d’amor sedea nel seno;
De molli erbete [i.e.] e fiori
Così chiedendo in languidete voci
A l’aure amiche e ai zefiri soavi,
Deh, per pietà porgietemi ristoro
Se mi niega pietà colei che adoro.
Cercando vò fra voi qualche ristoro
Amati zefireti aure dilette
Per questo afflitto cor.
Già che non so se mai
Da la beltà ch’amai
E amando ancor sospiro
Avrò qualche respiro
Al mio cocente ardor.
Così di pena in pena,
Di sospiro in sospiro,
Chiedea qualche conforto
Al languido suo core
L’infelice in amor, fido pastore.
Quando improviso duolo
Sorpresi i sensi al sfortunato amante,
E di lacrime meste il suol spargendo,
Chiamando la crudel così dicea
Già che vole il destin Cloride il voi,
Penerò languirò morirò poi.
Ne l’ultimo respiro
Un solo tuo sospiro
Consoli il morir mio volto adorato.
Fa che sciogliendo l’ambra
Da questa afflitta salma
Trovi nel tuo bel sen riposo amato.
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Musica manoscritta
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