Del Sig.r Carlo Fran:co Pollaroli.
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Analytical description
Poetical text transcription
Il rigor della mia Clori
Sempre piangere mi fà.
Ne gradisce, ch’io l’adori,
Quella cruda Deità.
Pur è forza, ch’io l’ami. Astro fatale
Con influsso tiranno
Prefisse un lungo affanno
Col suo torbido aspetto al mio Natale.
Quindi non è stupore,
Occhi, stelle d’Amore,
S’aversi sempre a miei desir voi siete
Per gl’altri stelle e sol per me comete.
Ditemi almen perché
Tanto rigor con me?
Questo mio cor peccò,
Forse perché v’amò
Con immutabil fè.
Ma se del ciel l’Imagine portate,
Come con puro Zelo
Peccar poss’io nell’adorar il cielo?
Ah’, voi mi rispondete, occhi inhumani,
Che de suoi moti strani
Il ciel ragion non rende,
Che nelle sue vicende,
S’egli è ciel, quando i campi il sole indora,
Egl’è pur ciel, quando è turbato ancora.
Il mio cor non sa rispondere,
Ma costante vuol amar.
Sia sereno ò sia turbato,
Da quel ciel pende il mio Fato,
Ne vorrà sempre confondere
Il goder con il penar.
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Musica manoscritta
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