Misera non credea ch’agl’occhi miei. Aria per Ottave Parte prima d’Incerto. seconda terza & quarta dell’Autore
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Il testo è tratto da Torquato Tasso, Gerusalemme liberata, canto XIX.
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Misera non credea ch’agl’occhi miei
Potessi in alcun temp’esser noioso
Or ciec’a farmi volentier torrei
Per non vederti e riguardar non oso.
Ohimé degl’occhi già sì dolci e rei
Ov’è la fiamma? Ov’è ’l bel lum’ascoso?
Delle fiorite guance il bel vermiglio
Ov’è sparito? Ov’è ’l seren del ciglio?
Ma che squallido e scuro ancor mi piaci
Anima bella se quinci entro giri
S’odi il mio piant’ a le mie voglie audaci
Perdona il furto e ’l temerario ardire.
Dalle pallide labbra i freddi baci
Che più caldi sperai vuò pur rapire
Parte torrò di sue cagion a morte
Baciando queste labbra esangui e smorte.
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