In su la riva erbosa
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Poetical text transcription
In su la riva erbosa
Del picciol Ren la vezzosetta Clori
Nella stagion de’ fiori
Stava d’un faggio a la bell’ombra assisa
E mentre i zeffiretti innamorati
Del biondo crin disciolto
Il tesoro legger scuoteanle al volto
Al suon de l’onde e al sussurrar de venti
Accompagnò questi canori accenti:
Venticello che le fronde
Movi ognor co’ tuoi respiri
O rincrespi il seno all’onde
Co’ dolcissimi sospiri
Tu consola un mesto core
Tu refrigera l’ardore
De miei fervidi desiri;
Venticello che le fronde
Movi ogn’or co’ tuoi respiri.
Dicea quando l’udì
Un vicino usignuol cantar così
E del musico rostro
Sciogliendo in canti il tremolio gentile
La sirena d’aprile
Il sussurro emulò de’ venticelli
Il suon de l’onda e l’arminia di Clori
Che ver l’emulo alato
Così poi sciolse i detti suoi canori:
Augelletto vezzosetto
Siamo pari nel dolor
Tutto pianto è il nostro canto
In te d’ira in me d’amor;
Augelletto vezzosetto
Siamo pari nel dolor.
Ma il tenero usignuolo
Parea dicesse ardo d’amore anch’io;
Sdegno non più ma amore
È la bella cagion del pianto mio.
Quindi ver lui la bella
Così spiegò la musica favella:
M’ha ferita il Dio bendato
E sol l’ali de’ suoi strali
M’ha lasciate in questo sen
Tu felice amato alato
Volar poi c’ vanni tuoi
Augelletto al caro ben;
M’ha ferita il Dio bendato
E sol l’ali de suoi strali
M’ha lasciate in questo sen.
Allora il rosignuolo
Per volerla emular languì, morio,
E finì la sua vita
In un canoro e tremolante addio;
Indi cadendo estinto
Di quella Ninfa infra le poma intatte
Ebbe tomba amorosa in sen di latte.
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