Cantata decimaseconda Bernardo Gaffi

Published

Identification

Record ID
2038
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,3str
Detailed scoring
Basso, violino, violoncello e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Notes

La cantata è per Basso e basso continuo, ma contiene un’aria con parti per violino e violoncello che, secondo la premessa di Gaffi, possono essere suonate anche dal cembalo.

Analytical description

1.1: Allegro (aria, Fa maggiore, c)
Nò, che creder mai più non vi voglio
2.1: (recitativo, Do maggiore, c)
Viddi all’esempio altrui, viddi à mio costo
3.1: Largo assai (aria, re minore, c)
Se di speme anche lontana
4.1: (recitativo, Si♭ maggiore, c)
Ò quanti, ò quanti e non di fama oscura
5.1: Largo (aria, sol minore, 3/4)
Serene e belle
6.1: (recitativo-arioso, Mi♭ maggiore, c)
Dell’ondoso elemento
7.1: (recitativo-arioso, Do maggiore, c)
Detestava così l’industra

Poetical text transcription

Nò, che creder mai più non vi voglio,
Ò di Teti lusinghe argentate,
Con le Perle, che in seno aditate,
Voi chiamate
Il desio sempre agl’urti d’un scoglio.
Nò, che creder mai più non vi voglio.

Viddi all’esempio altrui, viddi à mio costo
Di quante occulte insidie,
Di quai fiere perfidie
Bersaglio si trovò povero legno,
Quando à i zaffiri del ceruleo Regno
Fidar sua sorte appena hebbe disposto.

Se di speme anche lontana
À incontrar un’aura vana
Vela mai l’ali spiegò.
Non sì tosto sciolse il volo,
Che di Noti e d’Euri un stuolo
À squarciarla si destò.

Ò quanti, ò quanti e non di fama oscura
Ben di valore, ed arte
Celebri Palinuri
Avvezzi à fronteggiare
Con grave sopraciglio
Contr’ogni più terribile periglio,
Ch’unque osasser destare
Astri, e venti perversi,
Ove hà furie maggiori Oceano infido,
Miseri sventurati,
Mentre riedon scampati
Da mill’altre procelle, ecco sommersi
Si restano in faccia
Al Porto ò accanto al lido.

Serene e belle
Ridan le stelle,
Placide spirino
L’aure e si mirino
L’onde tranquille,
Son vaghe immagini,
Che l’alme esortano,
Ma seco portano
Sirti e voragini,
Caridi e Scille.

Dell’ondoso elemento
L’umor, che si offre à un anelante petto,
È limpido all’aspetto, al gusto è salso,
Sembra stemprato argento e tutto è falso.

Detestava così l’industra,
La fatica, le vigilie e gli stenti,
Che sparse all’onde à i venti
Un che solcando il mar sempre nemica
À voti suoi sperimento la sorte,
Ma chi de suoi lamenti al senso attese,
Ben si accorse, e comprese,
Ch’il mar di cui doleasi era la Corte.

Location

Library
I-Bc — Bologna, Museo internazionale e Biblioteca della musica (from parent record)
Shelfmark
EE.244/12

Images

Reference works

Giovani 2011b: vol. 2, pp. 264-268, n. 121
Gaspari 1893: vol. III, p. 231
RISM A I: G99

Bibliography

Type

Document type
Musica a stampa
Record level
Sub-level record

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