Cantata quarta Bernardo Gaffi
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Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
Nel petto hò sol un core
E questo il Dio d’Amore
À te lo destinò.
Egli, che solo è vago
Della tua bella immago,
Nel tuo bel sen volò.
Bella, come fia mai,
Ch’ai tuoi fulgidi rai
Resista il core amante,
Io provo in un istante
(quando lo sguardo in tua beltà rivolgo)
Di Titio il rio dolore,
Di Tantalo la sorte
E in te, mia vita, oh Dio, provo la morte.
Sdegnosetto, se m’uccide,
Mi ravviva, se poi ride,
Quel tuo labro purpurino.
Colorillo il Dio d’Amore
E in formar sì bel colore
Distemprò vago rubino.
Cara, deh, per pietà
Lascia la crudeltà,
Ò cessa (se pur poi) d’esser sÌ bella;
La mia perversa stella
Basta à farmi infelice,
Senza che l’occhi tuoi per me fatali
Avventino al mio sen folgori, e strali;
E basta quel crin d’oro
À incatenarmi il cor: e pur non moro.
È folle il mio desio,
Lo so, bel Idol mio,
Amor sperar da te.
Arde il tuo nobil petto
Per un più degno oggetto
E merta tua beltà
Del Ciel le Deità
Prostrate al piè.
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