Del Sig.r Pangratio
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Analytical description
Poetical text transcription
So che nacqui alle pene,
so che viver degg’io solo a gl’affanni,
e che un’ombra di bene
non concedono a me gl’astri tiranni.
So che Amor dalle fasce
s’armò contro di me d’aspro rigore
e so ch’ognor si pasce
delle lagrime mie, del mio dolore.
So che in me la speranza
è un sogno, un’ombra, un nume lusinghiero.
Ma che prò se si avanza
sempre nell’alma mia, e sempre io spero?
Lo so che pria mi moro
che aver pace e ristoro
al cor che langue.
Che dopo morto ancora
quel ben che l’alma adora
sarà per me sdegnoso
e niegherà riposo
al corpo esangue.
Lo so che sempre infelice
sarà quest’alma mia
e che sperar che tempre
Filli l’aspro rigor è una follia.
Ma che prò se il cor mio
si lusinga nel duol che si’ l’accora,
e ad onta del destin tiranno e rio
benché languisca e(i) va’ sperando ancora?
Spero è ver ma dopo morto
quella pace che desio:
nella tomba avrò conforto
dal crudele idolo mio.
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Musica manoscritta
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