Cantata con V.V. del Sig.r Leonardo Vinci
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Mesta oh dio fra queste selve
Vo’ narrando il mio tormento
Sorte amor Fileno ahi sento
Che m’uccide il mio dolor.
Sorte ria nel duol mi lascia
L’alma mia Fileno inganna
Ed amor poi mi condanna
A seguir un traditor.
Voi giusti numi almeno
Ch’il mio dolor mirate
Voi d’un amante seno
Pietà prendete
E voi quest’alma vendicate
Né degl’inganni suoi
Sen vada ei più così fastoso e altiero
No non merita pietade un menzognero.
Sotto un fulmine cada
O’l rapido torrente
Seco lo porti e vada
In solitario lido
Colui che fu così spergiuro e infido.
Escan pur dalle selve
Orridi mostri e fieri
E sanguinose belve
L’uccidano lo sbranino
Ed insepolto resti
Scherzo de venti
E sia vendicata così l’offesa mia
Mora sì mora oh Dio
Quel ch’a morte condanna è l’idol mio.
Ahimè che vaneggiando
Il labro menzogner
S’oppose al cuore
Se infido e traditore
Or è Fileno mio forse che un giorno
A noi farà ritorno
E chiedendo pietà dell’alma
Non più offesa otterrà sperar conviene
All’amante di lui tradita Irene.
In mezzo all’onde irate
Tal’ora il buon nocchiero
Al lido suo primiero
Spera di ritornar.
Così fra le mie pene
A me favella amore
E vuol che questo cuore
Non lasci di sperar.
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Musica manoscritta
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