Qual nell’antro d’Averno

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Identification

Record ID
13167
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura (c. 60r-63v)
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Part of

Notes

Titolo dall'incipit testuale. Capolettera ornato.

Analytical description

1: (recitativo, C)
Qual nell’antro d’Averno
2.1: (aria strofica, la minore, 3/2)
Disciolta da lacci
2.2: (aria strofica, la minore, 3/2)
D’un occhio mentito
2.3: (aria strofica, la minore, 3/2)
Non fia che mi colga

Poetical text transcription

Qual nell’antro d’Averno
L’arrabbiato custode
Il cantrifauce degrignando
Furioso all’arrivo dell’ombre
I famellici denti apre e dissolve,
Qual a fronte d’Alcide,
Dalla greca Pallade,
Erse tumido il col ardita l’Idra
E qual da foschi horrori
Scatenata ed altera
Tutta serpi e velen esce ellegera,
Tale a te mi rivolgo
Io che non posso più soffrir tue frodi
E tal ti rappresento
Questo core tradito
Che non più paradiso di tue gioie
Ma diverrà a tuoi danni
Se non inferno almeno
Idra, Cane, Pluton, Furia e veleno
E chi t’insegna ingrato
Schernir chi t’adorò con tanti oltraggi
E con vezzi buggiardi
Quasi a schiva infelice
Farmi de torti tuoi longhe catene.
Questi sono gl’honori
Che meritar dicevi
D’un animo costante i fidi amori,
Sacrilegio infedele,
Se già col dirmi pietra
Alzasti i gridi all’etra
Hora, qual pietra a punto,
Lo stral rimandò a te che già m’ha punto,
Pietra sarò che cruda
Tue arti infrangerà
E tue lusinghe in polve ridurà
Cui colpi fieri d’amor
Sempre costante tua nemica sarò
Se fui tua amante tua nemica sarò.

Disciolta da lacci
Che scaltro et infido
Mi tese cupido
Spedita men vo.
Non seguo più l’insegna d’Amore
Già levo dal core
La strana follia
D’altro sin hora fui, hor sarò mia.

D’un occhio mentito
Ch’un sguardo homicida
Mi struga, m’uccida, non soffrirò più.
Se incauto già fu il cor nella rete
Hor sciolto il vedrete
Da simili impaci
Stimar frode l’Amor, veleno i bacci.

Non fia che mi colga
La quiete, il riposo,
Un vezzo amoroso
Che l’alma sognò.
Se libera vo,
Se levo ostinata
L’imagine ingrata
Dal core ch’è mio
Dunque resta crudel, a Dio.

Location

Library
I-Vc — Venezia, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "B. Marcello" (from parent record)
Collection
Correr
Shelfmark
Busta 1.12/11

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Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record