Del Sig.r Cesarini
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Description
Watermark
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Notes
Analytical description
Poetical text transcription
Su la pendice estrema
Di vaga collinetta
Ch’a limpido ruscello era la sponda
Sola tra fronda e fronda
Timida violetta odorosa, gentile
Sorgea foriera al già vicino aprile
Quando lieta asciugando
Ai rai del nuovo dì
La rugiada del viso
Con vezzoso sorriso
Al sole amante favellò così:
Alla povera viola
Amato mio splendor deh, volgi un raggio.
Perch’io possa amarti sola
Quando ascoso è ogni fior prevengo il maggio.
Né perché d’umil valle
Rustica abitatrice
Mi asseconda tra l’erba
Con bellezza superba
La rosa vantatrice
Di me più vaga al nuovo dì si desta.
Vince ogn’altra beltà beltà modesta.
S’io negletta e senz’orgoglio
I desiri ho meno audaci
Mi nascondo che non voglio
Ch’ogni zeffiro mi baci.
La tua vaga foriera
Per render più gradita
Quella via che t’addita in cielo suole
Prima che rose ancor sparger viole.
Son bruna il so, ma il bruno mio colore
Esser ti deve accetto
Se il bruno è de tuoi raggi usato effetto.
Son bruna ma bella,
Modesta e vivace.
Benché verginella
Mi rendo, m’accendo
D’amore alla face.
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Musica manoscritta
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