Cantata di Signore Giovanno Bononcini
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Description
Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Care fonti erbette e fiori
Insegnatemi il mio tesoro.
S’io non miro quell’ingrata
Per cui sospiro di dolor
Languisco e moro.
Ma dove si raggiri
Il bell’idol mio il mio bel sole
Conoscerolla ove
Saran più folte le rose e le viole
E distinguer potrollo ai dolci fiati
Dell’aura innamorata
Che bacia ognora quel divin sembiante
Che senza lei pur sempre arido il prato
E senza fior le piante.
Quella rosa
Che sul prato è più vezzosa
E che al sole le foglie aprì [sic]
Al cinabro
Di quel vago e dolce labbro
Forse allor si colorì.
Quell’augello
Che dal prato al fiumicello
Va volando né fermo sta [sic]
Dice intanto
Con il volo e con il canto
Vo cercando una beltà.
Quella rosa
Che sul prato è più vezzosa
E che al sole le foglie aprì [sic]
Al cinabro
Di quel vago e dolce labbro
Forse allor si colorì.
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Musica manoscritta
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