Cantata del S. Ant.o Caldara.
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Scoring
Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
A destar l’alba col canto
Che mi spinge o vaghi augelli
Sarà forse la gran brama
Di mirar rinato il giorno
Per poter volar d’intorno
E scherzar fra gli arboscelli.
Sarà un pensier geloso
Che periglio insidioso
La quiete non rompa ai nostri nidi
quindi il sole invitate
Acciò la luce in ciel richiami e guidi
Onde più sciolte e rotte
Sien l’ombre in un
Del Cuore e della notte.
Ma sento una voce
Che in teneri sensi
Non è come pensi
Vezzosa risponde
Chi il labro suo scioglie,
e il volo amor lui
E il giubilo altrui
Col duolo confonde.
Intesi quand’è amor quest’è l’infido
Turbator d’ogni pace
Noi però cui non piace
Dargli il piacer di dir le nostre pene
Con dolci note in tanto
Nascondete i sospir coprite il pianto.
Me felice s’io potessi
Al crudel far quest’inganno
Avrei forse col ingrato
Più fortuna e men dolore
se mostrass’io in volto in cuore
Più costanza e meno affanno.
Location
Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record