Orazio al Ponte Cantata del SIg:r Leonardo Vinci
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Protagonista della cantata è l'eroe romano Orazio Coclite che evitò il passaggio degli etruschi facendo demolire il ponte Sublicio.
Analytical description
Poetical text transcription
Per soggiogar la libertà di Roma
Con mille schiere armate il re de toschi
Le sue vaste campagne un dì scorrea
E già stringer credea
La vittoria nel pugno e render doma
La reina del mondo. Allor che giunto
Ove il Tebro erge la fronte
Al lui difeso ponte
Trattenne il corso e in un medesmo punto
S’oppose audace solo
Orazio invitto ad un immenso stuolo
Egli rivolto a suoi
Disse: rompete amici
Il ponte alle mie spalle
Il ciel di poi di me de miei nemici
Faccia pur ciò che vuole a me solo basti
Che impugni l’armi e con valor contrasti.
Il mio core ardito e forte
Della morte il volto orrendo
Non paventa e nel disprezzo
Sono avvezzo a trionfar.
Alli lampi di mia spada
Atterrato ed avvilito
Io farò che a terra cada
E che morda queste arene
Chi le viene a calpestar.
Così disse il guerriero e solo espose
Al nemico furor la testa il petto
E quanto e più ristretto
Dall’armi ingiuriose
Più feroce combatte
Né si difende sol ma vince e abbatte.
Da mille colpi offeso
Ma sempre ai colpi illeso
Mostra la faccia minacciosa e altera
E dalla pugna fera
Non si toglie non cessa e non si svia
Fin ch’il ponte non cada e rotto sia.
Dal crudele e duro assalto
Con un salto il vincitore
Dentro il fiume si lanciò
E sprezzando il flutto e l’onda
Su la sponda col valore
La sua patria liberò.
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Musica manoscritta
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