La Partenza d’Ulisse. Cantata 10:ma Basso Solo con Strum:ti
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Poetical text transcription
Vogliono i numi, e più la gloria mia,
Ch’è l’idea, che distingue un’alma grande
Dalle basse, e volgari, ch’io ti lasci,
O mia sposa: Penelope diletta,
Ad Ulisse fedele, et amorosa.
Deggio lasciarti. In quest’amplesso, o cara
Ricevi d’un amaro, e dolce addio
Le misere agonie. Sento nell’alma
Un non so che di gelo: al labbro manca
Il respiro e l’accento… Ospite ingrato…
Paride traditor! Quanto mi costa…
Quanto costa alla Grecia
Il tuo lascivo errore!
Quanti costa tormenti a questo core!
Parto; mi serba, o cara,
La tua costanza e fé:
Amami, e lascia a me
La cura di tornar.
Lascia la doglia amara
Sin ch’io son teco accanto.
Cara, col tuo bel pianto
Più non mi tormentar.
Destin portervo! Una follia d’amore,
L’armi dell’Asia e della Grecia i legni
Ha posto in tal tumulto, e il cor d’Ulisse.
Si vada. Il ciel ch’è pio
De’ miei, de’ casi tuoi regga il governo.
Né voglia che innocenti
Del fallo altrui pagar dobbiamo il fio.
Si vada. Ho cuore. Ho petto
A gran pensieri, a grand’imprese usato,
Io vincerò, sebben s’armasse il Fato.
Io vincerò, ma che?
Ma poi s’io penso a te
Penso che perderò.
Perché l’invitto Amore,
Allorché rimirai
Del tuo bel volto i rai,
Di me già trionfò.
Onde mio ben non so
Se più ritornerò.
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Musica manoscritta
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