Cantata IX. Canto Solo, von un Violino, e Violoncello
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Nota alla fine della cantata: Fine adi 8 Giugno 1729.
Analytical description
Poetical text transcription
In un antro solingo
D’appio fiorito e verde musco adorno
A cui dentro e d’intorno
La vaga Clori amante
Solea volger le piante
Posossi un dì su l’imbrunir del giorno
Mirossi all fin d’intorno,
Mesto nel cavo sasso sospirando
L’umide luci, e molle al fin rivolse
Ed ogni tronco al suo dolor si dolse.
Voi dovreste o duri sassi
Al mio duol frangervi in pezzi
Onde chiare e verdi fronde
Si dovreste diseccarvi
Al mio penar
Se al mio duol v’intenerite
Qualche pace avrà il mio cor
Nel vedervi meco insieme
A lagrimar.
Valli, montagne, e spiagge
De miei lunghi lamenti ascoltatrici
Sassi forati, e cavi
Dal lagrimar degl’occhi miei infelici,
Ruscelletti e torrenti
Che in sugli ardori estivi
Sovente alle mie lagrime crescente,
Narrate si narrate
Al mio bel sol che adoro,
Che qui vive nascosto, il suo tesoro.
Si volate all’idol mio
Augelletti, e chiaro rio
Col soave e dolce canto
Col sonoro mormorio,
E narrate il mio dolor
Ma poi tosto a me tornate
Per conforto del mio cor.
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Musica manoscritta
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