Or che lungi son’io

Published

Identification

Record ID
1018
Musical form
cantata

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura (c. 128r-132r)
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Notes

La cantata apparteneva alla collezione di Giuseppe Sigismondo, acquisita dalla biblioteca alla sua morte.

Web resources

Analytical description

1.1: (recitativo, c)
S, Hor che lungi son'io dal mio bel foco
2.1: Moderato (aria, sol minore, c)
Un tormento così fiero
3.1: (recitativo, c)
Mie luci sventurate
4.1: Allegro (aria, la minore, c)
Ite ite ad Irene

Poetical text transcription

Or che lungi son io dal mio bel foco,
sento più ardor, che quando gl’era appresso:
ahi mentre a me concesso
fu l’ardor de begl’occhi aver presente,
l’aura soave, e spesso,
delle dolci parole,
era il ristoro a la mia fiamma ardente,
ma poi ch’ella è partita,
il solo ardor, non il ristor mi giunge;
che il mal’io provo, et il rimedio, è lunge.

Un tormento così fiero
dimmi tu bendato arciero,
quando mai finir dovrà.
Ahi che morte sol m’avanza,
se in si cruda lontananza,
l’alma mia viver non sa.

Mie luci sventurate,
se a veder non giungete
la lontana beltate,
per cui forse piangete,
fate cader le lagrime a torrenti,
su quest’acque correnti,
che almeno andranno a lei, prima che al mare
sia pronto il lagrimare
ove il vedere è tardo;
e giunga il pianto ove non giunge il guardo.

Ite ite ad Irene
lacrime amare;
che per pietà delle mie pene
forse verrà.
Ditele allora che al rimirare,
due luci amate;
quest’alma ogn’ora lieta vivrà

Location

Library
I-Nc — Napoli, Biblioteca del Conservatorio Statale di Musica "San Pietro a Majella" (from parent record)
Shelfmark
34.5.4 (= Cantate 255)/23

Images

Reference works

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

Related persons