I Fiori. Cantata del Sig. Aless. Scarlatti
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Voi giungeste o vaghi fiori
Dal bel sen della mia Clori
A impiagarmi l’alma el cor.
Ma diceste e ancor mi dite
Che rimedio alle ferite
Non vuol darmi il Rio d’Amor.
Ah v’intesi ben io cifre mortali
Se co’ i vostri color di sangue tinsi
Palesare di Clori
La crudeltà tiranna
Se tra i vostri innocenti e bei colori
Velenosa rugiada ella v’asperse,
Che a morte lusinghiera hor mi condanna.
Qual piacere qual diletto
Può saver mai la cruda Clori
Se mi vede un dì morir.
Se dà morte ad un fido petto
Si vedrà da tutti i cori
Abborrita poi fuggir.
Ah si tornasse a lei fiori vezzosi
e rimirando in voi una fragil sorte
scorga che forse il rapitor del core
in pena del rigor di sua fierezza
può recidere il fior di sua bellezza.
Lingue odorose di Primavera
tornate a Clori dite così
al cor più fido di tutti i cori
meno ritrosi siate un sol dì.
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Musica manoscritta
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