Ecco l’infausto lido Porpora
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Poetical text transcription
Ecco l’infausto lido
L’incolte arene e le deserte sponde
Ov’ancor veggio impresse
Le bell’orme di lei
Ch’empio destin ritolse agli occhi miei.
Ahi ciel perché di nubi oscure e folte
Non ti copristi allor? Perché voi onde
Non vi cangiaste in torbida procella
A ritener la bella fugace ninfa?
Oh Dio, con chi ragiono
Ove son chi m’ascolta?
Ahi ch’è il ben lontano e in questa spiaggia
Io sol mi lagno invano.
Chieggio al lido al mare ai venti
Con gli usati miei lamenti
Il mio ben dov’è che fa.
Ma non v’è chi mi risponde
Geme l’aura frangon l’onde
E solingo il mare sta.
O fortunate voi piagge romite
Cupe valli erti poggi ignude balze
Cui dal ciel dato è in sorte
Goder quel vago lume
Quel bel sembiante e quel gentil costume
Quanta invidia mi fate. Ah potess’io
Esser con voi cangiato in tronco o in sasso
Che sarei men dolente
Di senso privo all’idol mio presente.
Un lampo sol che scocchi
Amor da quei begli occhi
Basta a dar senso e vita
A un tronco a un sasso ancor.
Col primo dolce sguardo
A viver tornerei
Sol per virtù di lei
E del mio fido amor.
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Musica manoscritta
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