Danae | Cantata a voce sola | Di Soprano con V:V:ni e | Violetta | Musica | Del Sig.r Gaetao Latilla
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Scoring
Description
Watermark
Notes
Tratta il personaggio mitologico Danae.
Analytical description
Poetical text transcription
Quando deh quando ormai
Danae troppo infelice
Il tuo debole spirto
Cesserà d’invasar le membra inferme
(A se stessa dicea d’Acrisio il germe)
Entro tomba di bronzo
Pria sepolta che morta
Ove ad occhio mortale entrar non lice
Son d’un baratron orrendo abitatrice
Del paterno timo vittima ingiusta
Dalla cuna all’sepolcro [sic]
Pria tra le fasce
Nel cieco albergo
Prigioniera son tratta
Sorta a mirare il sole il sol non veggio
Nacqui a regnare ed ho tra l’ombra il seggio.
Se ti piacque ingiusto fato
Viva torni ai rai del giorno
Perché darmi in tal soggiorno
Core invitto e gran beltà.
Senza vita ho spirto e fiato
Occhi ho in volto e nulla io vedo
Correr posso e ogn’or qui siedo
Senza moto e libertà.
Con tai flebili accento
Del ciel doleasi e dell’iniqua sorte
D’un padre disuman l’afflitta figlia
All’or che o meraviglia
L’impenetrabile tetto
Apresi e luce appar
Che’l chiuso loco
Rischiara più che un luminoso foco.
Quindi a’ suoi piedi scende
Aurea piova brillante
Ch’il feminil desio
Risveglia e accende
Danae tosto s’inchina e l’oro accoglie
Nel verginal suo grembo e in un istante
Quel lucente metallo
S’erge dal seno e d’uman capo e membra
Prende l’aspetto
E tra le forti braccia
L’innocente beltà si stringe e allaccia
Danea smarrita piange ei la conforta
E con voce d’amante
Spargi, li disse, il tuo dolor d’oblio
Bella non paventar Giove son io.
Sin dagl’eccelsi
Superni giri
Pronto mi rendo
Amante io scendo
Teco a gioir.
Te sola scelsi
Per il mio foco
Da questo loco
Tu m’accendesti
Sola sapesti
Giove ferir.
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Musica manoscritta
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