N 21 Cantata à Voce sola con strom.ti Del Sig.r Gio: Heinichen
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Poetical text transcription
D’Eurilla sempre amata e mai amante
Sempre più acceso Olindo ai sospiri
Non trovando nel dì sfogo bastante
In mezzo all’ombre amare.
Gl’innocenti deliri
Sulle soglie adorate
Della sua cruda dea
Tentando lusingar così dice:
Stelle in ciel sempre più belle
Più ridenti scintillate
Della notte nell’orrore.
E due luci idolatrate
I suoi rai fan più cocenti
Di bell’alma col rigor.
Siete dunque l’imago o voi begl’astri
Di due pupille arciere
E voi meste ombre e nere
Effigiar potete più chiare
Son le fiammelle in cielo
Di notte più profonda in mezzo al velo
E quanto in faccia ai rai di stelle amiche
Benché sembran nemiche
Son l’ombre più care.
Siate ritrose
Luci vezzose
V’adorerò.
Se a voi serene
Dir le mie pene
Un dì potrò.
Così volesse il ciel
Che di Citerea un raggio entro il suo core
Svegliasse uguale al mio cocente ardore
Ma forse ecco i momento
Troppo lieti e beati
Per finir in un giorno i miei lamenti
De’ miei longhi sospiri
Al mormorio soave ed innocente
Se avviene che non s’adiri
E avvolta in dolce oblio
Horrida al mio desio
Priva di libertà la pura mente.
Sì dolce mio ben
D’amarmi e godere
Sognate almen.
All’or serena
Godrò dopo martire
Se giungerò a gioire
Entro al suo sen.
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Musica manoscritta
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