Cantata à voce sola. Del Sig: Gio: Heinichen
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Poetical text transcription
Là dove in grembo al colle
L’accorto cacciator
Tendea le reti infide
Alle turbe canore
Degl’augelli volanti
Mosse Eurilla vezzosa i passi erranti
E mentre quivi mira
Gl’innocenti augelletti
Volar precipitosi in preda a morte
Di lor sorte infelice
Sente Eurilla pietade e così dice:
Augelletti che lieti volate
Deh fermate nell’aria il bel volo.
Se schernir cruda sorte volete
Non correte a posarvi nel suolo.
Fuggite, sì, fuggite
Forsennati augelletti e non porgete
L’orecchie troppo pronte ai dolci canti
Erano augelli erranti
Come ancora voi siete
Quegl’augelli canori
Che vi fan dolce invito a cruda morte
Ed or han per gran sorte
Entro carcere angusto
Passare il dì dolente
Privi di libertade e privi ancora
Di poter rimirar se il sol indora
L’occaso o l’oriente
E per desio di vita l’infelici
Son costretti a tradire i cari amici.
Non è d’amore
Quel dolce canto
Ma solo è il pianto
D’afflitto cor.
Sembrano inviti
Gli dolci accenti
Ma son linguaggio
D’un rio dolor.
O quanto è somigliante
A mesti augeletti
L’incauto cor d’una donzella amante
Da lusinghe d’amore
Allettati sen vanno
A rimirar l’affanno
E gl’augelletti e il core
Quegli per dura sorte
Trovan carcere e morte
E invece del contento
Trova il misero cor pena e tormento.
No, no, non ti fidar
Impara sì mio cor
Le lusinghe d’amore
Son tutt’inganni.
Per far innamorar
Il pargoletto arcier
Lusinga col piacer
Ma porge affanni.
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Musica manoscritta
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