Tre strofette morali. Di primavera, d’estate e di autunno. Quest’auretta messaggiera
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Questa auretta messaggiera,
Che sen va di lito in lito,
Con un sibilo gradito
A bandir la primavera
Lusinghiera;
Quante superbe fronti a morte ha spinte
Col dolce fiato e quante luci estinte?
Ogni tempo n’ancide e è mercede,
Se in preda all’altra una stagion ne cede.
Questo sol, che ’l mondo affida
Con pupille arse d’amore,
E con fervide dimore
Sì vicino a noi s’annida,
Omicida?
Con quel raggio possente a quanti intima
La pira e l’urna, ov’in oblio gl’oprima.
Ogni tempo &c.
Mentre accinto al dono usato
Sferza Bacco il carro d’oro
E col liquido tesoro
Riga intorno il monte e ’l prato,
Dispietato;
Con quell’urne d’ambrosia altrui sì liete
Quanti avvelena e quanti immerge in Lete
Ogni tempo n’ancide e è mercede
Se in preda all’altra una stagion ne cede.
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