Povera libertà chi t’involò
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Povera libertà, chi t’involò?
Tu fuggi e m’abbandoni,
Mi lasci senza vita,
S’il cor teco ne porti,
E pur ancor non so.
Voi, miei lumi, voi foste
Uccisori tiranni,
All’hor che vi fissaste
Nel bel volto di Filli.
Ma non solo fu rio
Il mio folle pensiero,
Quando, che gli occhi lusingando il core,
V’introdusse per forza il cieco amore.
Misero petto,
Che sei ricetto
Di rio dolor.
Non pensar più
La servitù
Franger d’amor.
Sì, sì, rasciuga il pianto,
Se vogliono le stelle,
Che di tue guance belle
Rimanga prigioniero.
Già le catene mie franger dispero.
Risolviti, crudel,
Se mi hai rubbato l’alma,
D’haver meco pietà.
Ti voglio esser fedel,
Pur che trovi la calma
Nel ciel di tua beltà.
Voi vezzosetti amori,
All’hor che l’idol mio
Solitario vedete,
Ditegli i miei dolori.
E se far poi saprete
In guisa, ch’il desio
Giunga al possesso dell’amato bene,
Saran dolci per me piaghe e catene.
Chi ti segue, o Nume alato,
Con la scorta della speme
Ha di gioia un’ombra almeno.
Ma se poi viene piagato,
Né mai spera, sempre geme,
Nudrirà la morte in seno.
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Musica manoscritta
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