All’Illustrissimo Signor Barone Giorgio Dalrymple Paolo Antonio Rolli
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Poetical text transcription
VIII
Girar la lepre timida
Sempre non lunge dal natio cespuglio
Vedi o Giorgio e l’impavide
Belve gire ai lontani boschi e montagne.
O povertade o inerzia
Tutti a forza ritiene i giorni altrui
Non lunge dalle patrie
Mura in un’ozio a se stesso incresce.
Bello è il farsi da rapidi
Cavalli trasportar di regno in regno,
E sulle ruote fervide
Varcare assiso e valli e selve e monti,
Vedere e udir nei vari
Confin, novi costumi e lingue nuove,
Vagheggiar brune o candide
Le ninfe ove più o men riscalda il sole!
Sul nativo mio Tevere
Brune già le ammirasti e orgogliose,
A riamar difficili;
Ma poi tutte fervor costanza e brio.
Oh quanto da Partenope
Sospirasti’n partir! Del ben perduto
La penso memoria
Teco salì sulla veloce nave,
E con la sferza rigida
T’accompagnò sui gioghi d’Apennino
Fino alla dotta Felsina
Di virtù di beltà d’amor soggiorno.
Ma nella nella Italia,
Senz’amor qual fu mai di tue dimore?
Qualor di solitaria
Vita or godi la placida quiete;
Parte è di tua delizia
Rammentare le venture ad una ad una.
Resta in mente l’immagine,
Grazie a Giove immortal, d’ogni piacere,
E il sovvenir gratissimo
Ne rende in parte quel che il tempo invola.
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