Pianto della SS:ma Vergine per la Morte | dell’Unigenito suo Figlio | Gesù | Cantata | Canto solo | con | V. V. | Di Frà Fran:co M:a Benedetti Min. Con.le M.ro di Cap.a nella Sagra Basilica d’Assisi | 1715 | Gen.
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Description
Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Mie pupille dolenti
Versate pur d’amare stille un mare.
Morto è Giesù mio bene
Colmo di mille piaghe e mille pene.
Tortorella amante fida
Cui d’augel rapace artiglio
Tolga il figlio piange e grida
E già mai tacer non può.
Ancor io per l’aspra morte
Di Gesù mio caro pegno
Sovra un legno ahi dura sorte
Notte e dì lacrimerò.
Non piango perché
Rimasto esangue il mio Figlio diletto
Corser le pene sue li suoi martori
Ad annidarsi tutti entro il mio petto.
Piango in mirar quel viso
Pallido esangue
Sì ma immago viva
Del Genitore eterno
E in faccia al Paradiso
Io genitrice sua
Prono l’inferno
O cieli o mare o suolo
Vedeste in donna mai simile duolo?
Limpidetto e chiaro rio
Che se corre in valle aprica
L’erbe e fiori a fecondar
Con un mesto mormorio
Mi risponde e par che dica
Hai ragion di lacrimar.
Sì disse la gran madre
E quel tormento nel seno
Ritornò d’onde egli nacque
Ma nell’afflitto petto
Risvegliò novo e più dolente affetto.
Accese d’alta pena un alto foco
Novo dolor per haver pianto poco.
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Musica manoscritta
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