Cantata à Soprano con VV: del Sig.re Porsile
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Poetical text transcription
Le sofferte amare pene
Pon mostrarti o bella Irene
La costanza del mio cor.
Dopo il duol delle tempeste
Sì frequento e sì funeste
Sorga mai più lieto amor.
Sovvienti idolo mio
Che prima che il mio core amarti ardisse
Volle saper da te se quella fiamma
Offenderti potrebbe
Sovvienti che tu allora
Troppo benigna aime
Mi permette
Colla gloria d’amarti
Il sospirato ben de la speranza
Dipoi cangiasti idea
Ma non perciò il mio cor cangiò pensiero
O quante volte o quante
Con ire con rigore e con disprezzi
Dura prova facesti
Di mia fede e costanza
Gloria ognora trofeo dell’amor mio.
Ma che? Troppo tu sai
Quanto innocente soffersi i tuoi gastighi
Senza che un’eco sola
Mi uscisse mai dal seno a querelarti
Deh dolcissima Irene
Poi che l’ardente fiamma ond’io divampo
da te permessa crebbe
Te benigna anche trovi
E quella speme
Che fu per te crudele
Il mio martoro sia
Ancor per te pietosa il mio ristoro.
Non sprezzar più no un fido core
Dove amore
Che costanza a te lo rende
Cauto accende i più dolci de suoi rai.
Bel sereno e lieta calma
Torni a l’alma
E non me che fra i tormenti
Saldi ognora fra contenti
Fede e amore in me vedrai.
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Musica manoscritta
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