Cantata del Signore Bononcini
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Description
Watermark
Relations
Analytical description
Poetical text transcription
Con che fasto in sen di Flora
S’alza o Filli il bianco giglio
Niegha il debito all’aurora
Perché a lui volgesti il ciglio.
Vedo qual su lo stelo
Coronato signor
Egli s’estolla
Sovra del basso popolo di fiori
Gonfio di quel candor che lo circonda
Negletti al suo bel piè lascia i giacinti
Ma sai tu dirmi o Fillo
Con linguaggio ed odoroso e vago
Va dicendo superbo
Della fronte di Filli io son l’imago.
Buon per te che lo dicesti
Bianco fiore re del prato
Altrimenti caderesti
Da quegl’occhi fulminato.
Quegl’occhi sì quegl’occhi
Sono il vostro destin poveri fiori
Con lo sguardo primier con cui v’honora
La mia leggiadra Filli
Sul nido delle foglie a voi dà vita
Poi contenta s’affisa
A vagheggiar in voi il vivo affetto
De’ begl’occhi suoi
Che col soave ardor che d’essi sugge
Voi suo malgrado incenerisce e strugge.
Non è del sole il lampo
Ch’in cenere vi sciolga
Odorosi cadaveri del campo
Basta ch’a voi rivolga
Troppo soave il guardo
V’uccide con quel dardo
E con quel foco ond’io tutto ora avvampo.
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Type
Musica manoscritta
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