Cantata: 21: Gelsomin che agl’occhi miei
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Poetical text transcription
Gelsomin che agl’occhi miei
Tanto piaci e ver tu sei
D’ogni fior il fior più vago.
Tu dell’alba onde sei nato
Sempre ameno e sempre grato
Sei la pompa e sei l’imago.
Teco fecondi umori
De le rugiade sue, madre amorosa
Nodri la bella aurora
E tu figlio di lei pari a quei fiori,
Onde adorna vediam la via di latte
Con le tue foglie intatte a noi ti mostri.
Tu vezzosa risalti infra l’erbette
Qual tra verdi smeraldi
Lucida perla e bella;
E se le stelle
Sembrano fiori d’oro in grembo al cielo
Pr te che avventurato
In figura di stella il prato onore
Sembran nel suol stelle d’argento i fiori
Te non vegg’io di folte spine armato
A spaventar la man di chi ti coglie
Tu soave d’intorno
Spargi l’odor;
Ma senti o gelsomino
T’amo perché sei puro
E il tuo candore
A me dei venti suoi sembra il maggiore.
Al cor di chi ti mira
Tu insegni purità
Ed innocenza spira
Il tuo gentil candor
Ed innocenza spira
Il tuo gentil candor
In te vagheggio ed amo
Espressa l‘onestà
E simbolo ti chiamo
Del più pudico onor.
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Musica manoscritta
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