74. Serenata. Cantata di Luigi Mancia
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Poetical text transcription
Qui dove il fato rio
Lungi dall’idol mio mi trasse e tiene
O Dio fra quante pene
Fra quante doglie amare
Piangere mi convien e sospirare
E per pietà non trovo
E i miei sospiri spargo
Infelice al vento
Così ch’ogni momento
Mentre sospiro e ploro
Della mia vita privo e spiro e moro
Mai poi rivengo e vivo
Perché il tiranno amore
Mi vuol morto al goder vivo al dolore.
Ah che l’alma d’un misero amante
More sempre vivendo distante
Da quel bene che vita gli dà.
E il rigore d’un fato inhumano
Per un core ch’a il contro lontano
Vita e morte più cruda non ha.
Ma perché tanto or piango e mi querelo
Della mia piaga atroce
Dunqu’altro mai ch’in consolabil voce
Porrà soffrire il cielo
E sempre sarà crudel
Né cangerà mai tempre
No no mio cor vivi costante e spera
Che non sempre è severa la giustitia
Numi anzi è più grata
La calma allor che più vien sospirata
Ma finché più non mori
Nell’angustia fatal de miei dolori.
Vanne presto a colei
Ricorre a quella
Ch’è nel naufragio mio unica stella.
Vanne cor mio
vol’al mio ben
Dille che senti
Mille tormenti
Standomi in sen.
Narrogl’oh Dio
Ch’in tal distanza
Sola speranza
Vivo mi tien.
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Type
Musica manoscritta
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