per Soprano. La bella cantatrice V di R. Keiser
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Notes
Analytical description
Poetical text transcription
E’ costume del mio sguardo
Il vibrar saette e fuoco.
Ma non ardo benché accendo
E mi prendo l’altrui pena
Per un gioco, per un gioco.
Se le stelle ho ne lumi,
Posso influir, ma non patire amore.
Che saria fuor del naturale istinto,
Se il vincitor si dichiarasse vinto.
Rido vedendo piangere,
Chi sospira per me, per me.
Non può frangere il mio sprezzo
Grazia vezzo leggiadria
Bizzarria promessa o fé.
Il mio volto real non è servile,
E se leggiadro aprile
M’infiorisce le gote
Non voglio ne l’interne amando altrui,
Provar geloso verno.
La gelosia è barbara
Né può core amoroso
Non esser geloso no
Non voglio amar, no, no.
Non si crede la fede
L’affetto par dispetto
Tutto fa dubitar.
Ho sguardi per ferir non per ferirmi
E quel rossor che il labbro
Mi tinge di cinabro
E mostra il volto, opra del cielo dio
E’ sangue degl’amanti e non è mio.
Che mi preghi pur chi vole
Meco non vieda sperar.
Se vedrò spirar morire
Non sa proche vorrà dire
Non mi curo d’imparar.
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Musica manoscritta
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