3.a Cantata a Voce Sola Del Sig.r Nicola Porpora
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Poetical text transcription
Innocente il mio core
Visse l’età primiera
In dolce primavera
Già mai provando l’amoroso ardore.
Era mio sol diletto,
Dalla selva al boschetto,
Condur le mansuete pecorelle,
O meste tortorelle andar predando
Così vivea quando
L’insidioso ardore
Con un guardo seren passò nel core.
Una vaga pastorella,
Superbetta quanto bella,
Col mirarmi m’infiammò.
L’amoroso e dolce foco
Nel mio seno, a poco a poco,
Nacque e grande si formò.
Oh all’or che il primo sguardo
Ch’in me fissò la cruda ninfa bella
Rivolto avessi altrove le pupille
Non arderei com’ardo
Né soffrirei per quella
Dolente e lasso or mille pene e mille.
Ma chi fuggir potea
Il dolce balenar de suoi bei lumi
Ch’an forza ancor d’innamorare i numi,
Quali farfalletta amante innocente
A quel lume volò il mio core
Ed arse le sue piume.
Semplice farfalletta,
Al lume che l’alletta,
Lieta volando va.
Ma che si bruggia e more,
Nel circondato ardore,
La misera non sa.
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Musica manoscritta
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