CANTATA XVII.
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Poetical text transcription
SON Gelsomino, son picciol Fiore,
Ma son le Ninfe sempre amorose,
Più che del Giglio. Del mio Candor:
An le mie Foglie sì grato odore;
Che più soave non an le Rose,
Benchè Regine degli altri Fior.
Tremolante e leggiero
Fra strette verdi e ben disposte foglie
Bel vedermi ornamento a un vago crine,
E lievemente ver la guancia inflesso;
Dare e prender bellezza a un tempo istesso.
Quando uno stuol di Fiori
Meco abbellisce una brillante Testa
O fa d’un colmo Sen margine all’onda;
Fassi di me più stima,
E la candida man di chi s’adorna
Mi pon come in trionfo, a gli altri in cima.
Spesso mi sento dir
Da vezzosetta Bocca,
Sei bello grato amabile
O caro Gelsomin:
E spesso in un sospir
Che passa e che mi tocca,
Godo sentir che invidiano
Gli Amanti ‘l mio Destin.
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Testo per musica a stampa
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