CANZONETTA VI.
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Watermark
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Poetical text transcription
Beviam’ o DORI, godiam, ché il giorno
Presto è al ritorno, presto al partir.
Di Giovinezza godiamo il fiore,
Poi l’ultim’Ore lasciam venir.
Se per mia pena, quel tuo ben Petto
Fiamma d’affetto scalder non fa;
Il generoso pieno d’ardore
Divin liquore lo scalderà.
Versa, FIAMMETTA, vezzosa figlia,
Quella bottiglia di Vin Clarè:
Duchi e Regnanti or non vogl’io,
Ma sol, Ben mio, Brindisi a te.
Vuotisi ’l Nappo con franca mano
Indi ’l Pulciano si versi ancor:
Par nel Cristallo Rubin fiammante,
Dolce piccante: Divin Sapor!
Quali già veggio in tue Pupille
Nuove faville, mio caro Ben!
Sorgon vivaci spirti novelli
A gli Occhi belli dal caldo Sen.
E troppo ardente il Vin di Spagna,
Quel di Sciampagna vogl’io versar,
Farò che d’alto lento distilli
Perché zampilli nello spumar:
Bevil’o Cara, quanto à la spuma,
Tal si costuma gustarlo qui,
Così gridando l’ama il Francese,
Cheto l’Inglese l’ama così.
Oh come, o Bella, l’arder de i Vini
Più corallini tuoi labbri fa!
Bacco vi stilla soave umore
D’un tal sapore che Amor non à.
Ma, care Luci, voi non vedere
Qual’altra Sete su i labbri sta:
Aita ’l Core ch’è tutto foco
E a poco a poco mancando va.
Sì bella DORI, godiam, ché il Giorno
Prest’è al ritorno, presto al partir.
Di Giovinezza godiamo il fiore,
Poi l’ultim’Ore lasciam venir.
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Testo per musica a stampa
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