Cantata del Sign Gaudentio Carrara
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Description
Watermark
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Analytical description
Poetical text transcription
Dispera ormai dispera
Di spaventarmi o morte
Bella sei, m’innamori
Se tu falce più fiera
Mietendo i giorni miei
Frutta di regia sorte
Al mio Neron gl’onori
Ti bramo ti sospiro e da te voglio
Alla madre un contento al figlio un soglio.
Su recidi ecco le vene
Su trafiggi eccoti il seno
I momenti mi son pene
Il respiro m’è velen.
Nelle guerre d’amore
Sono palme i cipressi
Campidoglio i sepolcri
Su trionfa mio cuore
Fa pompa al figlio mio della mia fede
Quegli sul tron io nella tomba il piede.
Saprò ben vincere
Ancor cadendo
Ancor morendo
Trionferò
Più bella gloria
Di tal vittoria
Amor di madre
Vantar non può.
Felice tomba mia
Se a Claudio puoi fiorire scettri
E germogliar corone
Purché regni Nerone
Darò troppo ( l’apprezzo)
La vita in dono ed il mio sangue in prezzo.
Perché madre, perché amante
So dar vita e so morir
So d’amor esser felice
E d’un figlio più felice
So morendo partorir.
E tu figlio perdona amato mio
Se troppo avara fui nel darti vita
A te la diedi, e la ritenni anche io
Prendila acciò la tua più nobil sia
A te l’anima mia.
Ma sovvengati almeno
Allor che l’ostr’ al seno
Ti cingerai un dì.
Sovvengati mio bene,
Di chi con queste vene
Lo tinse e poi morì.
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Musica manoscritta
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