Già l’auriga splendente
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Poetical text transcription
Già l’auriga splendente
Del Leone infocato
I sentieri scorrea
E con occhio furente
I colli e i prati verdeggianti ardea
Quando dell’Adrico alle famose arene
Col mormorio dell’onde
Sfogava Eurillo del suo cor le pene.
Ah colei che m’invaghì si partì
Occhi miei voi pur godete la quiete
E’l mio cor piange e sospira. Ei delira
E sì frange qual onda ai scogli e qual
Cristallo ai marmi. E voi sempre ridenti
Pensate di gioir ne miei lamenti.
Distrempratevi a tormenti
O durissime pupille
E versate a mille a mille
Sol di lagrime i torrenti.
Lieti eventi lungi pur
Sempre sien da vostri sguardi
Incontrate o saette o fiamme o dardi.
Partenza repentina
Di Sirena latina
E non m’afflige? E non m’uccide? Ahi lasso!
Ahi che Eurillo non sono io sono un sasso.
Di sì grata armonia
Priva l’anima mia
O si consumi o pur corra in eterno
Qual disperata a popolar l’inferno.
Numi dell’Erebo
Dal cieco baratro
Venite sù.
E di quest’anima
Ch’è vostra vittima
Gioite più.
Mostri venite
Dal fiero Dite
Irati qui
E tormentate
Furie spietate
Chi vuol così.
Ogni vostro martir sarà per gioco
Foco infernal per lontananza è poco.
Sì disse l’infelice
E abbandonando l’acque
Pianse il suo male, venne meno e tacque.
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Musica a stampa
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