Cantata: 23. Oggi quando l’aurora
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Oggi quando l’aurora
Colma di luce apria le porte al giorno,
Mirai di Clizia il fiore
Verso del sol nascente alzar la fronte;
E seguir, quasi avesse e senso e guardo
Del lucido pianeta il raggio e il passo.
Io di quel, fosse effetto o simpatia
Tra me stessa stupia; quando un’auretta
Che dolce respirava a me lunge
Seguimi disse a contemplar del fiore
Il continuo agitarsi; e se lo intendi
Da quel suo moto a governarti apprendi.
Del sol coi vaghi rai
Ogn’or si guida e regge
Il genio di quel fior.
Del sol egli ha la legge
Né si allontana mai
Dal suo immortal splendor.
Spunti nel cielo il sol quel fior tu vedi
Tosto fissarsi in lui si alzi il meriggio
Ei pur lo siegue e quando ancor tramonta
L’accompagna e lo guarda. Ombra notturna
Da lui non lo divide oscura nube
Non fa ch’ei l’abbandoni, o a lui si tolga
Ma sempre fido al suo girar s’aggira
E riavvolto al suo raggio ogn’or si mira.
Tu pur l’imita e quale
Con il moto del sol si muove il fiore
Fede la gloria il sol siegua il tuo amore.
Disse l’aura e partì: da quel momento
Il bel genio del fior tanto mi piacque
Che d’imitarlo io mi proposi ed ora
Con sublime desio
Come la Clizia al sole
A la gloria così m’aggira anch’io.
Fior di Clizia è questo core
E la gloria è il mio bel sole
Sempre intento al suo splendore
Altri rai seguir non vuole.
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Musica manoscritta
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