Venga chi veder vuol stupori immensi
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
In corrispondenza dell’incipit della cantata è presente l’annotazione "Del Sig. Mancini"; poco più in basso a sinistra si trova il piccolo timbro rotondo ad inchiostro marrone con inscritta la parola BIBLIOTECA e lungo il contorno del cerchio una stella e la dicitura CONSERVATORIO DI MUSICA "VINCENZO BELLINI" - PALERMO (presente anche alle pp. 13, 17, 49, 53, 65, 330); sulla destra il timbro riquadrato nero R. COLLEGIO DI MUSICA presente ad ogni carta del volume (esclusa p. 331) (vedi immagine).
Analytical description
Poetical text transcription
Venga chi veder vuol stupori immensi
Raccolti in breve giro
D’una bocca vezzosa
Ove la Dea d’amor sen giace e posa
Qui di perle ridenti
Vedrai vezzi leggiadri
Con labra di rubbino
Che servon d’archi al feritor bambino.
O vaga o bella bocca
Fonte d’ogni piacer
Coperto in quelle rose
Per saettar s’ascose
Il pargoletto arcier.
Che beltà, che vaghezza,
Chi non dirà che quella amata bocca
Il compendio sia della bellezza?
A quel sì vago innesto
Di porpore e coralli
Anche cede l’aurora
E il bel vermiglio suo perde e scolora.
Labra belle e vivaci,
S’io languisco in mirarvi,
E che fariano, oh Dio, i nostri baci!
Per non farmi più penar
Bella bocca dimmi un sì
Perché sempre questo core
Agitato del tuo amore
Non ha pace nott’e dì.
Location
Images
Reference works
Type
Musica manoscritta
Sub-level record