La Rosa Cantata Di Giu. S.T. Martini
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Poetical text transcription
Da procella tempestosa
Tocca un dì la bella rosa,
Tutta mesta se ne stava,
Scolorita, e senza odor.
La sprezzavan Nice e Clori
L’abborian l’aure e i pastori,
Né più l’ape a cor n’andava
Il suo grato e dolce umor.
Quando un raggio di sol su’l bel matino,
Dalle languenti foglie
Suchiando il grave umor che la rendea
Chinata al suol qualche vigor gli porse.
Ristorata ella all’ora a poco, a poco,
Incominciando ardita
A rialzar la fronte,
Tosto si vide intorno
Di nuovo a vagheggiare il suo colore,
L’ape, l’aurora, la ninfa, e il bel pastore.
Già di nuovo fastosa campeggia,
E dispreggia
Di fori la schiera,
così altera
lor donna si fà.
E se Clori s’appressa, o Fileno
Per toccarla il vermiglio suo seno
Fere punte di spine gli dà.
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Musica manoscritta
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