Giurai d’amarti è vero; del sig.r Jacomo Caris.mi

Published

Identification

Record ID
695
Musical form
cantata
Alternative title
Disperato amante

Scoring

Summary scoring
1V,1str
Detailed scoring
Soprano e continuo

Description

Country
Italia
Language
Italiano
Physical description
1 partitura (8 c., num. 141-148v)
Music format
Partitura

Watermark

Not detected

Relations

Part of
[Cantate] (no. 568)

Notes

Frequenti e repentini cambi stilistici non segnalati con stacchi grafici; il tempo C 6/4 introduce il verso ‘Vanne pur misero amante’. Attribuzione del poeta non segnalata sulla fonte.

Analytical description

1.1: (recitativo-arioso, c)
S, Giurai d'amarti è vero

Poetical text transcription

Giurai d’amarti è vero
Su l’altar del tuo core
Quasi nume immortal sacrai me stesso
Fu il sacerdote amore
La gelosia il ministro
Vittima la mia fè foco il pensiero
Giurai d’amarti è vero
Giurai nè giurai solo
Tu giurasti o spergiura
Ma che il tuo giuramento
Quasi piuma leggier sen porta il vento
Pur se un giorno punisse irato il cielo
Chi stolto sopra sè l’ira sua chiama
O quale strazio o quale
Vedrei di te ch’or sì superba sei
Allor de strazi miei
Forse pietà ti scalderebbe il seno
Ma folle son se in te pietade io spero
Giurai d’amarti è vero
Ambo la fè rompemmo
Tu dell’amor io di servirti più
Così godrem contenti
Ch’amante or il mio cor non è già fu
Lo sdegno vincitore
Narri i trionfi suoi erga i trofei
Destin le trombe e suoni in fieri carmi
All’armi all’armi
Passeggi armato il campo
E con ciglio crudel morte minacci
Frema percuota il suolo e d’ira avvampi
Faccia arringa il mio petto
Ivi il nemico attenda
E di fare se può si provi ardito
Con un picciol fanciul battaglia orrenda
Ma che già trema il core
All’apparire dell’adorato nume
Quasi farfalla al lume
M’aggiro intorno
E quanto più’l percuoto
Più brucio l’ali
E più mi resto immoto
Pria di combatter cedo
Quest’ira che sì pronta in me si mostra
Son lusinghe che prghe al core infermo
Sdegno, e la speranza
Ch’ha un amante infelice
Poi che nel suo penar non ha costanza
Altro alfin che morir nulla gl’avanza
Son questi sdegni miei lampi di lume
Che vacilla e manca
E una forza stanca
Ch’esce da debolezza e non d’ardire
E salute d’un uom presso a morire.

Vanne pur misero amante
Vanne pur dove la sorte
Ti conduce ad empia morte
Per un idolo incostante.

Location

Library
I-Rsc — Roma, Biblioteca del Conservatorio "S. Cecilia" (from parent record)
Shelfmark
G Ms 885/23

Images

Reference works

Rose 1965: p. 178, 68
Amendola 2016: n. 36, p. 78

Type

Document type
Musica manoscritta
Record level
Sub-level record

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