Cantata III
Identification
Scoring
Description
Watermark
Relations
Notes
L’appellativo Segreto tormento della cantata in questione è ricavato da altre fonti: non è direttamente riportato nell’esemplare B-Bc 650.
Analytical description
Poetical text transcription
Chi non ode, e chi non vede
Le mie voci, e il mio sembiante
Non saprà, d’un core amante
Quanta sia la fedeltà
Mal comprende e non lo crede
Dove giunga il mio martire
Chi non giunse anco a soffrire
Di costei la crudeltà
Chi non ode, e chi non vede…
Di costei parlo, a cui natura, e amore
Solo per mio dolor, per mio dispetto
Armò di rabbia il petto,
Tal che sprezza i sospiri, e le querele,
Non cura il pianto, e ride alle mie pene,
Ah perché non poss’io vincer del core
L’ostinato voler, che mi dà morte
E di lei che nemica è di pietade
Seguendo il rio costume
Cangiar gl’affetti in odio e crudeltade.
Tu dovresti amor Tiranno
O scemare in me l’affanno
O addolcire il suo rigor.
Ma dove io mi rivolgo e donde attendo
Benché scarso ristoro al mio martire
Se la bella infedel, che m’innamora
Per lui così mi strazia, e m’addolora.
Miseri affetti miei barbara sorte
Tiranno amor s’incrudalir [sic] ti piace
Raddoppia i colpi ad affrettar la morte
Ch’io privo di speranza
Temer non so. Ma cerco con costanza
Dà morte sol mia vera ultima pace.
Cadrò contento
Dal duolo oppresso
Se ‘l duolo istesso
Se ‘l mio tormento
Se ‘l tuo rigore
Cadrà con me
Così di Nice
Quel core ingrato
Sarà placato
Godrà per me
Cadrò contento…
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Type
Musica manoscritta
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